Posso regalare soldi a mio nipote? Cosa si rischia

Tutto dipende dal quantitativo della somma e dalle modalità della donazione, che attiveranno la relativa normativa. Ecco i dettagli

Posso regalare soldi a mio nipote? Cosa si rischia
Nonni (Foto Pexels)

Talvolta accade di partecipare ad alcune conversazioni di un gruppo di persone di una certa età alle prese con l’analisi delle differenze esistenziali tra la loro generazione e le attuali: emergono consuetudini abissali, comportamenti oggi sfrondati, ma soprattutto la constatazione di aver vissuto esperienze, circostanze e contesti spesso modesti ma nonostante tutto, legati ad un senso di sicurezza e ad un percorso lineare di maturazione.

I cambiamenti in atto nella società, a partire soprattutto dall’inizio del terzo millennio, hanno partorito effettivamente generazioni di individui cresciuti in una costante insicurezza e nell’ambito di una crisi culturale e politica che ne ha determinato dei deficit sul piano dell’educazione e della formazione. Ma come possiamo osservare, la declinazione più diffusa di tale incertezza riguarda il contesto economico e lavorativo.

Posso regalare soldi a mio nipote? Come tutelarsi

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La flessibilità del lavoro – a volte il vestito buono della precarietà – e al tempo stesso un aumento costante del costo della vita, in ultima analisi, un impoverimento generalizzato delle masse di giovani presenti all’interno di organizzazioni sociali tutt’altro che capaci di cavalcare e gestire le trasformazioni dettate in particolare dalla tecnologia e dalla globalizzazione delle calamità, hanno reso molti giovani dipendenti – anche in età matura – allo status economico dei loro genitori.

A volte, non si può parlare di genitori, ma addirittura di nonni, i quali si prestano al mantenimento dei loro nipoti, fornendo il necessario per la loro maturità. In alternativa, gli anziani tutori decidono diversamente: fare una donazione. Regalare del denaro può rappresentare un gesto molto semplice, ma le modalità con il quale ci si presta possono attivare le severe norme che disciplinano gli scambi di denaro.

Se si tratta di piccole somme in contanti, secondo le condizioni economiche del donante, non c’è bisogno di alcuna formalità. Se l’importo si fa ingente ed eventualmente viene trasmesso tramite un bonifico bancario, allora occorre adempiere ad alcuni ineludibili obblighi: segnalare un’adeguata causale (donazione, regalia ecc.) per non insospettire l’Agenzia delle Entrate di un eventuale pagamento vero e proprio.

Quando la donazione è regolare (mettiamo mille euro al mese), la dicitura non è più sufficiente, anzi l’erario potrebbe pensare che si trattino di somme in nero; meglio dunque tutelarsi con una scrittura privata per regolare la natura del trasferimento. Da un punto di vista giuridico, però, la donazione, se consistente, esige un atto notarile, che contribuirà a sollevare (e definitivamente) il rapporto economico da qualsiasi sospetto.