L’assurda tassa sul matrimonio: quanto costa sposarsi

Tassa sul matrimonio, quando dire “sì” costa perché per fare cassa le istituzioni pretendono di più: i dettagli

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Quante volte abbiamo sentito dire che una coppia vuole sposarsi ma sta risparmiando per farlo? Come se si mettessero dei soldi da parte per fare un investimento perché in effetti non bastano pochi spiccioli per dire quel “sì”. E giù con l’elenco: ristorante per il ricevimento, fotografo, parrucchiere, musica e tutto ciò che serve per organizzare l’evento della vita al quale si dedica anche un anno per non lasciare nulla al caso.

E se in chiesa si lascia un’offerta, per il rito civile c’è un vero e proprio tariffario (anche se non sono mancati casi dove anche per la funzione religiosa la parrocchia esponeva il prezzario in base al sacramento).

Quasi tutte le città italiane, soprattutto i grandi centri, hanno un tariffario ben preciso perché anche il Comune deve far cassa. E si non paga sempre la stessa cifra. Così come per il ricevimento il ristorante varia il prezzo in base al giorno o al periodo (è diverso se ci si sposa un infrasettimanale d’inverno da un weekend in piena estate), anche per gli uffici pubblici è così.

Tassa sul matrimonio: come cambia in base alla città

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Qualche anno fa il Comune di Palermo rese noto che per sposarsi sotto la magnolia di Villa Trabia di sabato pomeriggio costava 500 euro, se di mattina invece 400 euro. In altri giorni della settimana grande convenienza: solo 250 euro.

Ma è possibile non pagare proprio? Certo, basta scegliere un giorni qualsiasi da lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12. Insomma, gli orari dell’ufficio.

Regole fisse e ben precisi come la sistemazione dei fiori e gli orari da rispettare per garantire diverse funzioni nella stessa giornata.

Una necessità per alcuni Comuni che spesso hanno anche aumentato gli importi per far fronte alla crisi delle casse. Così come ad esempio per la Tari e Imu, anche la tassa del matrimonio può essere oggetto di revisione, al rialzo.

La città di Napoli mette a disposizione una delle sue bellezze, il Maschio Angioino, ufficialmente chiamato Castel Nuovo per distinguerlo dal quello “vecchio”, ossia il Castel dell’Ovo sul lungomare.

Si fitta la Sala della Loggia al costo di 300 euro più Iva dal lunedì al venerdì con massimo 80 invitati, spazio per la musica e i fiori.

A Milano le nozze avvengono nel Palazzo Reale con ingresso dal Duomo. 96 euro se uno dei due sposi è residente nel capoluogo lombardo altrimenti la tariffa sale.