Libretto Postale, i controlli del Fisco preoccupano tutti

Quando si parla dei controlli dell’Agenzia delle Entrate non si fa riferimento solo ai conti correnti bancari, ma anche al Libretto Postale.

Controllo fisco Libretto Postale come evitare
(Adobe)

L’Agenzia delle Entrate, a volte, ci spaventa. Soprattutto di fronte alla prospettiva di controlli sui nostri conti correnti e movimenti bancari da cui potrebbero risultare alterazioni inaspettate. Il fisco, inoltre, non tiene sotto controllo solo i conti correnti bancari, ma anche i risparmi conservati nel Libretto Postale.

Con Poste Italiane, infatti, molti possono scegliere di tenere i propri risparmi in un libretto, ma anche di ricorrere a obbligazioni e buoni fruttiferi per ottenere un rendimento basso ma sicuro sui propri fondi. Lo Stato Italiano, infatti, assicura questi investimenti al 100%, rendendoli tra i più sicuri da effettuare. Attenzione, però, perché è proprio su questo tipo di investimenti e risparmi che il fisco potrebbe effettuare controlli approfonditi.

Controlli del fisco sul Libretto Postale: quando avvengono?

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Innanzitutto va tenuto in considerazione che nella maggior parte dei casi l’Agenzia delle Entrate si interessa a fondi di risparmio di una certa entità. E soprattutto a operazioni di prelievo o versamento superiori, in media, ai 1000 euro per volta. Col Libretto Postale, infatti, si possono effettuare numerose operazioni, recandosi negli uffici, ai postamat oppure utilizzando la nuova applicazione disponibile per la gestione del proprio conto postale.

Attraverso l’uso di un nuovo strumento introdotto nel 2020, però, l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli su tali movimenti. Si tratta del cosiddetto risparmiometro, uno strumento pensato per vigilare su tutti i depositi di denaro sia su conti correnti che su libretti di risparmio postale.

Col il risparmiometro il fisco potrebbe tenere sotto controllo qualsiasi operazione, dal momento che queste ultime sono tracciabili in tempo reale. A livello pratico, però, solo alcune di esse possono suscitare sospetti ed essere dunque sottoposte a verifiche.

Stando ai dati statistici, tra le operazioni che più suscitano l’interesse del fisco vi sono i versamenti di denaro contante agli sportelli. Soprattutto quando vengono ripetuti in maniera sistematica e con cifre di una certa entità (es. 1000 euro).