Parte il bonifico truffa e lo studente perde 2mila euro

Si tratta di un raggiro che, in effetti, è costato molto caro non solo a un giovane, ma anche ad altre vittime.

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Carabinieri (Facebook) – Bonificobancario.it

Bisogna ammetterlo, le truffe ci sono quasi sempre state, magari in forma leggermente diverse rispetto ad adesso, ma non sono mancate anche in tempi passati.

Certo, al giorno d’oggi, non si deve fare soltanto attenzione a livello, per così dire, offline, ma anche, per l’appunto, all’interno del Web. Se, in precedenza, infatti, non dare retta agli sconosciuti incontrati per strada era abbastanza sufficiente, ora le cose si sono persino complicate.

Sì, perché, è cosa buona e giusta, ormai, stare molto accorti anche quando si naviga in internet oppure, perché no?, anche quando si risponde al cellulare o a un SMS.

Che dire, nel corso degli anni, abbiamo assistito, a riprova di ciò, a numerosi raggiri che, in taluni casi, hanno persino comportato per le persone coinvolte la perdita di alte somme di denaro.

Ecco che, allora, nelle prossime righe, vogliamo giustappunto soffermarci su quello che è accaduto di recente a uno studente nei pressi del Comune di Riese Pio X, in provincia di Treviso.

In realtà, però, oltre al giovane, secondo quanto è stato riportato, ci sarebbero state anche altre vittime che sono cascate nel tranello di un gruppo di malviventi campani. Vediamo, allora, più nel dettaglio, cosa è accaduto.

Gli altri dettagli

In particolare, stando a fonti accreditate, pare che i truffatori abbiano inviato un messaggio al telefono del malcapitato, contentente, quindi, un link che, forse, poteva sembrare persino credibile agli occhi del destinatario e che dava l’impressione di ricondurre al sito di un istituto di credito.

Successivamente, quindi, il ragazzo sarebbe stato contattato da qualcuno che si spacciava per un funzionario di banca. Dopodiché, purtroppo, il truffato si è accorto amaramente che erano spariti ben 2 mila euro proprio dal suo conto corrente.

Come abbiamo accennato in precedenza, però, l’uomo trevigiano non è stato il solo a essere stato gabbato in questo modo.

Anzi, al contrario, stando all’indagine effettuata dai Carabinieri, dovrebbero essere stati imbrogliati con il medesimo meccanismo anche altre persone tra i venti e i settantacinque anni d’età.

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Così, dopo alcuni accertamenti, gli agenti avrebbero scoperto che questa dinamica truffaldina dovrebbe aver fatto guadagnare ai furfanti in questione addirittura all’incirca 50 mila euro.

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