Cambia il tasso di interesse: perché avrai più soldi per pagare i tuoi debiti

Il tasso di interesse legale è il massimo permesso dalla legge nell’applicazione dei tassi di interesse: in alcuni casi il fatto che sia alto può tornare utile.

Aumento tasso interesse legale 5% conseguenze stipendi
(Adobe)

Novità sulla questione del tasso di interesse legale: l’innalzamento dall’1,25% al 5%, che comporterà conseguenze sia positive che negative. Innanzitutto, per poter comprendere appieno la questione, è bene partire dalla definizione di tasso di interesse legale. Con questa dicitura si fa infatti riferimento alla cifra massima consentita per legge nell’applicazione di tassi di interesse sui debiti, compresi ad esempio quelli con il fisco.

Esso viene aggiornato di anno in anno dal Ministero dell’Economia, tenendo conto dell’inflazione. Proprio quest’ultima ha comportato un innalzamento di più di tre volte rispetto al tasso precedente. Alzare il tasso di interesse al 5% può dunque comportare che le rate di un debito aumentino vertiginosamente, ma anche che la stessa cosa avvenga su pensioni e stipendi.

Tasso di interesse legale in aumento: non sono solo cattive notizie

A spiegare le dinamiche secondo le quali il saggio legale aumentato possa comportare anche dei benefici ci ha pensato Giuseppe Buscema. Esperto della Fondazione studi consulenti del lavoro, in un’intervista rilasciata a Money.it. Un esempio è dato dai TFR: i trattamenti di fine rapporto sono anch’essi caratterizzati dagli interessi, per questo motivo il datore di lavoro che liquida un dipendente sarà soggetto a un esborso di denaro maggiore nei confronti di quest’ultimo.

Altro caso in cui la questione in oggetto può giovare riguarda il ricalcolo dell’assegno pensionistico fatto dall’INPS. In questo caso l’ente di previdenza dovrà tenere conto del tasso di interesse aggiornato, liquidando un assegno di maggior cifra al pensionato. “Quando questo accade si ricalcolano con gli arretrati gli interessi spettanti al pensionato, che si riferiscono all’interesse legale“, ha affermato l’esperto di economia.

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Altro caso è quello in cui un lavoratore che non riceve lo stipendio decida di far causa al proprio datore di lavoro. Questi potrebbe ottenere un rimborso di maggiore entità nel caso la suddetta causa fosse vinta. In quel caso, infatti, il datore di lavoro sarebbe tenuto a versare una moratoria tenendo conto del tasso di interesse al 5% e non più all’1,25%.