La Polizia realizza calendari per beneficenza e scatta la truffa

La Polizia realizza calendari, attenzione alle telefonate che propongono di comprarli: cosa bisogna fare in questi casi

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Foto Polizia di Stato

I truffatori sono senza scrupoli, persone losche che in nome del dio denaro sono disposte a fare di tutto. È da ammettere però che purtroppo sono molto intelligenti. Trovano sempre nuovi modi per raggirare le persone e ne hanno una più del diavolo.

È noto che cercano di sfruttare il nome degli enti pubblici con un alta utenza: le Poste, l’Inps, l’Agenzia delle Entrate o la banca. Questa volta hanno addirittura deciso di usare la Polizia di Stato.

Polizia, calendari venduti via telefono

La notizia arriva da Bolzano. Molti cittadini hanno ricevuto una telefonata dove si invita a comprare il calendario. In effetti la polizia l’ha venduto ma per beneficenza. Il prezzo è ovviamente gonfiato: ben 100 euro.

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Alla polizia sono arrivate molte segnalazioni, sia dai commercianti che dai cittadini. Il questore del capoluogo, Maurizio Improta, ha spiegato che il calendario è stato venduto durante il periodo natalizio nei famosi mercatini, riporta ildolomiti.it.

Specifica che nessuna vendita è però avvenuta via telefono, on line o con altre modalità. Insomma come purtroppo succede spesso un evento di beneficenza ha rischiato di trasformarsi in un’occasione per i truffatori di fare soldi a discapito delle persone che, invece, pensavano di aiutare il prossimo.

In occasione dei mercatini erano stati venduti anche altri prodotti i cui prodotti erano tutti destinati alla beneficenza.

Questo è l’ennesimo caso in cui chi prova a raggirare le persone è bene informato di eventi e temi di attualità. Infatti succede spesso così, come quando si prova a rubare soldi sfruttando i bonus.

Da un paio d’anni governo ed enti locali, per fronteggiare la crisi del Covid prima e quella energetica poi, hanno finanziato varie agevolazioni.

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I truffatori provano a raggirare le persone sostenendo che devono ricevere una determinata cifra e in cambio chiedono il numero della carta. Ricordiamo che gli organi che erogano questi servizi non lavorano così. Non danno le notizie via telefono, sms o email ma solo attraverso l’indirizzo di posta ordinaria.