“Siamo i carabinieri”, scatta la truffa online

“Siamo i carabinieri”: attenzione se si ricevere un’email con questo contenuto. Le forze dell’ordine non scrivono così ai cittadini

Carabinieri
Pixabay – Bonificobancario.it

Diversi cittadini di Messina negli ultimi giorni hanno segnalato di aver ricevuto delle email alquanto particolari. I truffatori le pensano tutte pur di riuscire a sottrarre soldi ai poveri malcapitati.

Sono noti ormai i casi in cui si fingono rappresentanti di enti statali come l’Inps, l’Agenzia delle Entrate o l’Inail. Inviano messaggi sul cellulare o email dal contenuto allarmistico spiegando a chi le riceve di comportarsi in un determinato modo.

Mettono in scena che ci sono dei debiti con il Fisco da saldare o bonus da ricevere. Pertanto i cittadini devono fornire alcuni dati personali. Ovviamente l’obiettivo, una volta ottenute queste informazioni, è svuotare i conti o fare altre truffe sfruttando i dati che la stessa vittima ha fornito.

“Siamo i carabinieri”: attenzione al messaggio

Ai messinesi è successo di aver ricevuto delle email con l’intestazione “Carabinieri”. Si minacciano arresti e pesanti sanzioni se entro 72 ore non si forniscono informazioni per presunti reati informatici di cui sono accusati i destinatari. Reati come pedopornografia, pedofilia, cyberpornografia, esibizionismo e traffico sessuale.

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A scrivere l’email è una fantomatica “signora Teo Luzi,” he si spaccia come direttore del dipartimento di Polizia postale e delle comunicazioni, capo della Brigata per la protezione dei minori (BPM)”. Ovviamente questa persona non esiste.

Nell’email viene riportato che a seguito di un’infiltrazione informatica sono state scoperte queste attività illegali. Se si dovesse ricevere questo messaggio la prima cosa da fare è ignorarlo e non seguire mai il contenuto. Se ci sono link o file allegati, non bisogna mai cliccare.

Le forze di polizie non lavorano in questo modo, non comunicano via email ai cittadini di essere sotto indagine. È fondamentale denunciare quanto accaduto alle vere forze dell’ordine.

Ricordiamo che non bisogna mai credere a messaggi, email o telefonate dove si chiedono i dati personali o denaro. È purtroppo facile farsi prendere dal panico se qualcuno chiama e dice che il contro corrente è sotto attacco e che ignoti stanno cercando di entrare.

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Informazioni vere di questo tipo vengono fornite sempre e solo via posta ordinaria. E anche in questo caso, dopo aver ricevuto la lettera, in caso di dubbi ci si può rivolgere alle forze dell’ordine.