Si era rivolto al Patronato convinto di poter chiedere la pensione sociale, ma la sua storia lavorativa nascondeva un diritto più importante.
Aveva 75 anni, una vita di lavori diversi alle spalle e un presente segnato dall’assegno di inclusione. Pensava che l’unica strada possibile fosse la pensione sociale. Per questo si è rivolto al Patronato Inca Cgil di Genova, in via Milano, per capire se avesse i requisiti.

Non immaginava che quella verifica avrebbe cambiato tutto. Quando le operatrici hanno iniziato ad analizzare l’estratto contributivo, è emerso un dettaglio decisivo: tra le tante occupazioni svolte negli anni, l’uomo aveva anche lavorato in mare. E quei periodi rientravano nella contribuzione marinara, un regime speciale che può incidere in modo determinante sul diritto alla pensione.
Il recupero del libretto di navigazione e dei contributi marinari che sembravano ormai perduti
A quel punto è stato richiesto il libretto di navigazione. Un documento che spesso resta dimenticato in un cassetto e che in questo caso si è rivelato fondamentale.

Attraverso il recupero dei periodi contributivi legati all’attività marittima, si è potuta ricostruire una posizione previdenziale molto più solida di quanto si pensasse. Quei contributi, considerati quasi “invisibili”, hanno permesso di maturare il diritto alla pensione di vecchiaia.
Non si trattava quindi di un sostegno minimo legato al reddito, ma di una pensione vera, costruita sui versamenti effettuati negli anni.
Pensione mensile da 1.400 euro e oltre 100mila euro di arretrati maturati nel tempo
L’esito della verifica ha completamente ribaltato la situazione. Il 75enne ha ottenuto una pensione mensile di circa 1.400 euro. Ma non solo. Gli sono stati riconosciuti anche arretrati per circa 106mila euro, perché il diritto alla pensione matura dal momento in cui viene riconosciuto formalmente.
Da una condizione di forte difficoltà economica si è passati a una stabilità concreta, fondata su contributi realmente versati nel corso della vita lavorativa.
Perché controllare la propria posizione previdenziale può cambiare radicalmente il futuro
Questo caso dimostra una cosa semplice ma spesso sottovalutata: molte persone non conoscono a fondo i propri diritti previdenziali.
Carriere frammentate, lavori stagionali, periodi all’estero o in settori particolari – come quello marittimo – possono generare diritti che restano nascosti per anni e si rischia di non saperli mai.
Per questo una semplcie verifica dell’estratto contributivo può fare la differenza tra pensare di avere diritto solo a un sostegno minimo e scoprire invece una pensione piena, costruita con i propri versamenti.
A volte non si tratta di nuove leggi o di bonus straordinari. Si tratta solo di controllare, con attenzione, quello che è già stato maturato.




