Truffe online, insegnante perde tutto: la banca deve rimborsarlo

Da più parti dobbiamo fare attenzione alle tante tipologie di truffe online che possono colpirci. Ma c’è un caso che fa discutere.

Truffe online
Truffe online Foto dal web

Truffe online, ne esistono di tanti tipi e colpiscono i malcapitati utenti che finiscono con l’abboccare a quelli che sono stratagemmi a volte davvero molto sagacemente concepiti dai malintenzionati di turno.

Le tipologie di truffe online si suddividono in phising, vishing, smishing e così via. Fanno riferimento molte volte a soggetti ufficiali. Ad esempio il truffato riceve un messaggio dalla sua banca, da Poste Italiane o da un altro ente ufficiale al quale ha affidato dei risparmi. Solamente che non si tratta affatto di questi soggetti riconosciuti.

Alle spalle di tutto ci sono i ladri meschini che riescono ad accedere ai nostri dati, installando delle app malevole nel nostro telefonino oppure portandoci a cliccare su dei link tramite i quali diamo loro libero accesso ai nostri dati, conti online e bancari compresi.

I numeri ufficiali forniti dalla Polizia Postale ci fanno sapere che purtroppo questo fenomeno è in aumento. Questo molte volte porta anche ad aprire dei contenziosi con gli istituti di credito, accusati da chi subisce le truffe online di non avere saputo prendere le dovute contromisure.

Truffe online, le banche sono tenute a risarcire i clienti raggirati

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Chiaramente le banche non intendono affatto rimborsare i loro clienti, eppure le denunce in tal senso sono sulle due centinaia almeno ogni meso, come media. Adesso è anche giunta una sentenza che potrebbe fare scuola. A prenderla è stato l’arbitro bancario finanziario a Torino.

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Secondo quest’ultimo una banca deve versare l’intera cifra che un insegnante si è visto sottrarre tramite malevoli sotterfugi online. Si tratta di 29.300 euro, una somma davvero ingente. Tutto era sorto dopo che proprio la banca aveva avvertito la vittima di movimenti sospetti sul suo conto, con tanto di creazione anche di due carte virtuali, subito bloccate.

Oltre a questo l’insegnante si era visto sottrarre anche la propria utenza cellulare. La banca ha rimborsato di sua iniziativa il truffato solamente per la metà della cifra tolta. La sentenza però ha fatto si che lui riottenesse tutto quanto. Ad ogni modo occorre prestare attenzione, non aprire messaggi ed e-mail in maniera indiscriminata.

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Il movimento Consumatori ribadisce come sia dovere della banca risarcire i propri clienti, tranne nei casi in cui l’istituto di credito riesca a dimostrare che il cliente abbia compiuto un comportamento di colpa.