Soldi italiani verso l’estero, lamentele e disservizi: cosa succede

Affollamenti alla fine dell’anno presso i punti di “money transfer”. Gli immigrati si lamentano delle decisioni prese dal governo Italiano.

L'era digitalizzata
L’era digitalizzata (Foto da Pixabay)

Con l’innovazione tecnologica e con l’era digitalizzata che va crescendo sempre di più non ci si è certo fatti trovare impreparati per le transazioni economiche. Si chiama “money transfer” ed è un sistema divenuto molto popolare per trasferire soldi all’estero.

Si tratta di un alternativo circuito bancale o postale gestito da società dette Agenzie di trasferimento autorizzate proprio a permettere questi trasferimenti di denaro. Il servizio da loro offerto ha dei costi ma è molto più snello e rapido.

Infatti mentre gli istituiti bancari o postali richiedono un conto intestato per effettuare movimenti finanziari con il “money transfer” è molto più semplice. Il versamento su conti all’estero può essere effettuato in vari modi tra cui in soldi contanti. Questo fatto in Italia sembra aver creato qualche problema.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE ->Novità per il prelievo dei contanti. Si cerca di contenere i prezzi

L’affollamento al “money Trasnsfer”

Invio denaro contante
Invio denaro contante (Foto da Pixabay)

Verso la fine dell’anno si è assistito a un vero e proprio affollamento di file in alcuni punti di “money transfer” romani. La causa di tale agitazione era dovuta a quella che sarebbe stata l’imminente modifica nel 2022 dell’abbassamento di soglia dei contati a un massimo di 999 euro.

Infatti gli immigrati in fila ansiosi di inviare i propri soldi ai parenti all’estero hanno voluto sfruttare fino all’ultimo giorno la possibilità di versare più contanti possibili. In molti tra coloro che erano in fila si sono lamentati di questa decisione del governo, forse dimenticando che ogni decisione dovrebbe essere presa per il bene del Paese stesso.

VEDI ANCHE ->Limiti pagamenti e contanti. Attenzione alle nuove regole. Scattano le multe

Il limite posto dal governo è volto a contrastare l’evasione fiscale e quindi anche le attività criminali. Ma forse in questo progetto rientra anche un tentativo di limitare l’uscita di denaro dal Paese e di conseguenza la necessità di far rifiorire l’economia Italiana.