Ex pugile di fama internazionale accusato di tentata truffa: i fatti

Gianluca Branco, ex pugile di fama internazionale, sarebbe finito a processo a causa di una tentata truffa ad un’assicurazione: sul banco degli imputati altre quattro persone.

Gianluca Branco ex pugile tentata truffa
(franco ricci – Adobe Stock)

Una vicenda incresciosa quella che vedrebbe coinvolto il noto ex pugile Gianluca Branco, di 51 anni. Lo sportivo sarebbe finito sotto processo insieme ad altre quattro persone per tentata truffa ad un’assicurazione. Nello specifico, pare, che nel 2015 avrebbe inscenato un incidente con la compiacenza di alcuni medici che avrebbero prodotto delle relazioni presumibilmente mendaci.

Gianluca Branco a processo con altre quattro persone: ex pugile accusato di aver insenato un incidente

Gianluca Branco ex pugile tentata truffa
(Daniel Bone – Pixabay)

Era il 3 maggio del 2015 quando Gianluca Branco, riporta la redazione di RomaLife che a sua volta cita Il Corriere della Sera, stava passeggiando su via Monte Savino a Roma intorno alle 14. Improvvisamente, l’ex pugile sarebbe stato investito da una macchina alla cui guida vi era un tale Sandro Vizzaccaro e lato passeggero un uomo di nome Diego Mascheroni.

I due, dopo l’impatto, sarebbero scesi dall’auto per prestare soccorso a Branco, accompagnandolo poi all’Ospedale San Giovanni. Lì il 55enne avrebbe ricevuto le cure del dottor Fabrizio Fati, scoperto essere un amante del pugilato e che già in precedenza aveva avuto l’ex pugile come paziente.

Il dottor Fati avrebbe diagnosticato all’uomo una lussazione della spalla. Anamnesi confermata anche da un altro medico, Francesco Marchese. Considerato l’accaduto, Branco dovette rinviare un incontro che aveva fissato per il dicembre di quell’anno.

Proprio questa circostanza, ossia aver posticipato l’incontro, avrebbe spinto l’ex campione ad avanzare una richiesta di risarcimento danni a Sandro Vizzaccaro, chiamando in causa la sua assicurazione. Quest’ultima avrebbe attivato le sue indagini di rito e grazie alle attività di ricostruzione del sinistro pare avrebbe scoperto delle incongruenze sulla ricostruzione dei fatti.

A far accendere la lampadine il fatto che sia Branco che Vizzaccaro, tutti e due non residenti nella Capitale, si trovassero in quella zona. Non solo, anche la circostanza per la quale invece di trasportare il ferito all’ospedale più vicino a dove si sarebbe registrato l’incidente – ossia il Policlinico Gemelli– avrebbero percorso ben 15 chilometri per arrivare al San Giovanni dove prestava servizio il dottor Fati il quale pare – riporta sempre Roma Life– già in passato era stato accusato di false refertazioni.