Troppe spese, fisco in agguato: occhio ai controlli

Troppe spese senza linearità con le entrare dichiarate espone il contribuente ai controlli fiscali. Vediamo nel dettaglio

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(foto di Hans Braxmeier da Pixabay)

Le spese che ognuno di noi effettua sono lo specchio della nostra situazione economica. La linearità tra ciò che spendiamo e ciò che dichiariamo non ci espone alla lente di ingrandimento del fisco. Se le spese rientrano nell’ambito delle somme che vengono dichiarate è la dimostrazione intrinseca della provenienza dei nostri introiti.

Altro discorso è se i due parametri non collimano o addirittura divergono considerevolmente. Lo stile di vita proietta i numeri cubitali delle nostre uscite esponendoci al rischio di controlli da parte della macchina fiscale. Ma esattamente cosa fa scattare il controllo?

Se spendi più di quanto dichiari di guadagnare: quando scatta il controllo fiscale?

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Alle persone fisiche non vengono controllati i prelievi effettuati sul conto corrente. La soglia che impone la segnalazione è 10mila euro in contanti al mese. Al di sotto di questa soglia ognuno è libero di prelevare le somme che desidera dai propri conti di deposito. La segnalazione viene effettuata all’organo deputato alla prevenzione della commissione di illeciti penali la Uif. A contrasto di illeciti come il riciclaggio e il contrabbando perpetrati dalla criminalità organizzata.

Il controllo è più aspro nei confronti dell’imprenditoria. In questo caso il limite che fa scattare la segnalazione alla Uif è di 5mila euro al mese e il prelievo in contanti ha una soglia di 1000 euro.

Il discorso cambia se prendiamo in considerazione le spese effettuate dai contribuenti. In questo caso mettono a confronto gli acquisti con il dichiarato. A questo punto se il gap fra i due importi dovesse essere rilevante il Fisco chiede conto della provenienza delle disponibilità. Il contribuente è tenuto a dimostrare la motivazione della disponibilità di denaro che ha consentito le spese sostenute. Il tutto deve essere naturalmente documentato.

Il Fisco effettua i controlli attraverso l‘incrocio di una serie di banche dati che forniscono le informazioni utili a formare il quadro relativo a ciascun contribuente. Il Pra, il Catasto e l’Anagrafe tributaria sono le banche dati su cui avvengono i controlli e gli incroci. Ogni spesa corredata da ricevute e fatture relative, fornisce elementi che compongono il tenore di vita di ogni cittadino. Bollette, biglietti aerei, pagamento di canoni di affitto, auto, barche tutto è indicativo e tutto può essere controllato.