Pensioni, arriva l’aumento: ma la vera novità è nel 2023

Pensioni in aumento, il prossimo anno arriveranno più soldi per un meccanismo ben preciso: tutti i dettagli

A luglio milioni di pensionati riceveranno un’indennità più pesante. È in arrivo il bonus 200 euro, una tantum per combattere l’inflazione.

Pixabay

Senza autodichiarazione né domanda da presentare, i titolari della pensione potranno tirare un sospiro di sollievo e affrontare con maggiore tranquillità le prossime spese, soprattutto delle bollette.

I rincari già ci sono stati e a settembre sono previste nuove batoste in particolare per la fattura elettrica dopo l’estate bollente fatta di ventilatori e climatizzatori accesi.

Ma è dal prossimo anno che ci saranno aumenti per tutti i mesi. Non parliamo di 200 euro su ogni indennità ovviamente, è una cifra più basso ma comunque fissa. La causa è la rivalutazione delle pensioni per via dell’inflazione che aumenta costantemente.

Pensioni in aumento per la rivalutazione

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

A gennaio di quest’anno l’incremento è stato dell’1,7%, poi il valore è aumentato fino all’1,9%. La differenza sarà colmata l’anno prossimo con una spesa che potrebbe essere di almeno 10 miliardi di euro.

Nel corso nel 2022 l’inflazione potrebbe aumentare ancora. Secondo gli studi della Banca Centrale Europea, il tasso d’inflazione è del 6,8% ma nei prossimi mesi i numeri potrebbero cambiare. Una situazione nettamente peggiorata rispetto allo scorso anno. Per tale motivo le pensioni del 2023 potrebbero essere ancora più corpose.

Ma come funziona il meccanismo di rivalutazione? Considera solo la variazione positiva dell’inflazione rispetto all’anno precedente. Siccome l’incremento è più che triplicato, è difficile non immaginare pensioni con importi più grandi.

Il funzionamento

L’aumento non sarà uguale per tutti i titolari di pensione. Il tasso di rivalutazione viene applicato per intero soltanto su alcuni trattamenti previdenziali, ossia quelli con importo a quattro volte il trattamento minimo. Più è alto il reddito, più bassa sarà la percentuale.

Si segue questo schema: rivalutazione completa per pensioni fino a 4 volte il minimo (dunque 2.062 euro lordi). 90% per la fascia tra 2.062 e 2.577,90 euro; 75% sulle pensioni oltre cinque volte la quota minima.

Prendiamo ad esempio i dati che abbiamo a disposizione ora dell’inflazione, ossia 6.8 come dice la Bce. Al netto dell’attuale situazione, chi ha una pensione sotto 2mila euro lordi, e che quindi gode della rivalutazione al 100%, se percepisce 1.000 euro al mese avrà un aumento di 68 euro.