Bonus 200 euro restituito: in quali casi

Bonus 200 euro, lo Stato può richiedere indietro una tantum erogata per affrontare l’inflazione: i dettagli

Bonus 200 euro restituito
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Venerdì 1 luglio i pensionati con reddito inferiore ai 35mila euro hanno trovato 200 euro in più sull’accredito mensile. Così sarà nei prossimi giorni per chi ritira l’indennità alla posta (qui il calendario completo), e per i lavoratori dipendenti pubblici e privati.

Dal 15 arriverà il Reddito di cittadinanza per chi ha fatto richiesta la prima volta e il 27 per chi è percettore da tempo: anche per i cittadini che beneficiano di questa misura ci sarà il bonus.

Altre categorie invece dovranno aspettare ottobre. È il caso dei Co.co.co, lavoratori stagionali a tempo determinato e intermittenti, del settore agricolo, gli iscritti al Fondo pensione e i dipendenti del settore spettacolo con 50 contributi giornalieri nel 2021.

Sono inseriti nella lista anche gli autonomi occasionali che non hanno la Partita Iva, gli incaricati di vendite a domicilio e i lavoratori domestici assicurati presso la gestione Inps.

Bonus 200 euro restituito: perché c’è il rischio

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Il bonus viene erogato “in via provvisoria” e il riconoscimento del diritto “si attua solo all’esito dell’acquisizione delle informazioni reddituali e delle conseguenti attività di elaborazione finalizzate alle relative verifiche”. A scriverlo è l’Inps nella circolare del 24 giugno. In pratica, dopo attente verifiche, si può chiedere la restituzione del bonus qualora non ci fossero i requisiti.

L’eventuare restituzione non è causata solo dal mancato rispetto del requisito reddituale, ossia i 35mila euro annui: c’è anche la ricezione dell’aiuto una tantum da due diversi datori di lavoro (per talae motivo c’è l’autodichiarazione), oppure la revoca del trattamento pensionistico.

Un avvertimento che deve essere ricordato soprattutto per chi farà domanda. Ci sono infatti alcune categorie che riceveranno il bonus previa istanza da presentare direttamente all’Inps sul sito o tramite i Patronati. È meglio dunque verificare con attenzione se sussistono i requisiti per evitare dopo tempo la spiacevole sorpresa di dover restitutire i soldi.

Intanto è ancora in alto mare la situazione dei lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di Partita Iva. Si attende il decreto attuativo che disciplinerà l’erogazione: le modalità, i tempi e le cifre.