Reddito di Cittadinanza a rischio: ecco la nuova clausola

Reddito di Cittadinanza: si valuta una nuova stretta per chi fa richiesta e lo percepisce. Cosa succede se non ci accetta il lavoro

Reddito di Cittadinanza INTERNA
Reddito di Cittadinanza (Foto Ansa)

Una misura che a molti non è mai piaciuta, tranne a chi ne usufruisce. Il Reddito di Cittadinanza è certamente tra le leggi più divisive degli ultimi anni se non dell’intera storia repubblicana.

Le critiche sono cicliche, a volte più feroci. Si levano quando la Guardia di Finanza scopre delle truffe all’Inps con percettori senza diritto come mafiosi o camorristi. Dicasi lo stesso negli ultimi due mesi circa con gli imprenditori che lamentano la mancanza di personale, imputando le responsabilità al Reddito.

Ma è davvero così? Molti imprenditori, dacendo leva sul fatto che i giovani “non vogliono lavorare”, sostengono che preferiscono il Reddito al lavoro. Da sempre alcuni cercano di sfruttare la crisi a proprio favore offrendo lavori non a norma.

Ma al netto delle polemiche, il sussidio ha aiutato a trovare lavoro? Oggi funziona così: è prevista la decadenza quando uno dei componenti il nucleo familiare: non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, non sottoscrive il Patto per il lavoro o è assente ingiustificato alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione. Il contributo viene bloccato se non partecipa ai progetti di utilità collettiva se vengono istituiti dai Comuni o rifiuta almeno una di tre offerte di lavoro.

Stop al Reddito anche quando varia la condizione occupazionale e non lo comunica o attesta il falso per avere il Reddito. Stessa decisione di revoca se non presenta una DSU aggiornata o se nel corso di verifiche viene trovato a svolgere attività lavorativa.

Reddito di Cittadinanza, cosa prevede l’emendamento

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Ora potrebbero cambiare le regole. Il centrodestra ha avanzato una proposta con un emendamento al Dl aiuti che ha già trovato il no del Movimento 5 Stelle. Se dovesse diventare legge, il Reddito di cittadinanza potrebbe decadere quando il beneficiario rifiuta un’offerta congrua a chiamata diretta da parte di un datore di lavoro, anche se si tratta di un privato, per la terza volta consecutiva.

Questa volta però l’azienda potrà segnalare il rifiuto del candidato. I datori di lavoro potranno contattare direttamente i titolari del Reddito, l’offerta di lavoro dovrà poi essere comunicata al Centro per l’Impiego di riferimento.