“200 euro al mese per sempre”: altro che bonus, arriva la proposta

200 euro al mese per sempre perché una tantum prevista dal Decreto aiuti è insufficiente per affrontare i rincari

Bonus 200 euro
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Luglio è il mese del bonus 200 euro. In totale i cittadini che beneficiano della misura contro l’inflazione sono circa 31 milioni e mezzo, ma qualcuno dovrà aspettare. In queste settimane spetta ai lavoratori dipendenti e privati così come ai pensionati. Altri dovranno aspettare la fine dell’estate, ottobre.

Tra le varie categorie, ci sono anche i collaboratori domestici. Tutti hanno comunque una soglia di reddito che non deve superare i 35mila euro.

A molti la cifra è sembrata insufficiente. Ricordiamo innanzitutto che si tratta di una tantum, una misura erogata una sola volta, non è un supporto allo stipendio erogato per un certo periodo.

La vita costa sempre di più. Negli ultimi mesi ce ne siamo resi conto molto bene. Il 2022 si è aperto all’insegna dei rincari di qualsiasi prodotto. Mentre il prezzo del carburante era già in salita a dicembre 2021, pasta, pane carne e qualsiasi altro prodotto è aumentato a dismisura.

200 euro in più in busta paga

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Che 200 euro sia insufficienti lo pensa anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Intervenuto al convegno Il lavoro interroga organizzato dalla confederazione, ha detto che l’autunno di cui tutti parlano (quando con il maggiore uso di gas le spese aumentarenno ancora di più), è già in corso.

Ad aumentare deve essere dunque anche il netto in busta paga perché bisogna far crescere i salari. Una tantum non basta, ha affermato, perché tra inflazione e costi energetici i 200 euro sono già stati spesi.

Cuneo fiscale e lavoro nero

Il segretario si è soffermato anche sul taglio del cuneo fiscale. Per compiere un’operazione del genere è necessario comprendere con quale tipo di riforma si voglia fare perché i benefici devono andare tutti a favore dei lavoratori.

Landini sottolinea che che c’è un’arma è doppio taglio. Se tagliare il cuneo per aumentare i salari significa anche tagliare i contributi, “è un problema da non sottovalutare” per la pensione.

Infine un passaggio sul lavoro nero (“esiste perché tanti costringono i lavoratori”) e sull’ormai famoso caso della ragazza di Napoli che ha rifiutato uno stipendio di 280 euro al mese in cambio di 10 ore di lavoro. Dopo quel fatto ci sarebbe dovuta essere “una sollevazione popolare“.