Pos obbligatorio: ecco dove non puoi pagare un caffè

Pos obbligatorio dal 30 giugno: com’era prevedibile c’è chi si oppone alla nuova legge e non accetta la carta

Pos obbligatorio
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La legge doveva entrare in vigore il prossimo 1 gennaio ma per accelerare i tempi nella lotta contro l’evasione fiscale, il governo ha anticipato la misura. Nessun commerciante o professionista che offrono prodotti o servizi possono rifiutare di accettare i pagamenti con la carta.

Ma proprio sul punto più importante della legge bisogna soffermarsi un attimo e fare chiarezza. Obbligo del Pos non significa che bisogna pagare obbligatoriamente con la carta. La circolazione delle banconote non è stata abolita. L’obbligo riguarda l’accettazione del pagamento digitale se il cliente lo preferisce. Dare contanti in cambio di un servizio o di un prodotto è sempre legale, ovviamente deve esserci lo scontrino o la fattura (fino a 2.000 euro), oltre bisogna necessariamente pagare con la carta).

La legge che prevede l’obbligo di avere il Pos (lo strumento che consente di pagare con la carta) è del 2014 ma è stata facilmente aggirata perché non prevedeva sanzioni per chi non lo avesse. Ora chi non vuole accettare la carta, può essere multato di 30 euro più il 4% della transazione rifiutata.

Pos obbligatorio, i motivi del rifiuto

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Come la trasmissione di Rete 4 Zona bianca ha dimostrato con un servizio, sono tanti i commercianti che vogliono che un caffè venga pagato in contanti. La questione è quella delle commissioni, discorso che è “necessario rivedere”, ha detto il barista intervistato perché non conviene, “altrimenti si diventa schiavi delle banche”.

Un libero professionista ha fondato un gruppo di “resistenza al Pos“. Si occupano di consulenze alle aziende che li pagano con il bonifico, quindi con un metodo già tracciabile. Contesta che con il Pos ci sarebbero altre spese. Infine un tabaccaio propone che il costo delle commissioni potrebbe essere a carico del cliente che vuole usare la carta.

Il provvedimento, come detto, rientra nelle regole che hanno il fine di diminuire la circolazione dei contanti che porta con sé l’evasione. Pertanto nel 2023 probabilmente ritornerà in vigore sotto altre forme rispetto a quella conosciuta il Cashback. Anche il limite ai pagamenti in contanti, oggi a 2.000 euro, dal 1 gennaio scenderà a 1.000 euro.