Da non credere: queste 5 lire col delfino svoltano la tua vita

5 lire con il delfino: chi oggi è anziano la ricorda bene. Qual è il valore se oggi la dovessimo trovare in casa

5 lire delfino
5 lire del 1956 (foto Facebook)

Se ti è mai capitato che mentre cerchi qualcosa in casa, in un cassetto, in un piccolo contenitore o chissà dove, hai trovato una vecchia moneta da 5 lire, è il caso che ti interroghi quanto possa valere.

In alcuni casi le monete che già negli ultimi decenni dell’euro non avevano praticamente valore ed era già difficile trovarle, oggi possono fare la fortuna dei possessori.

In particolare la moneta da 5 lire con il delfino. Chi oggi è anziano la ricorda bene perché spesso veniva data come paghetta dai nonni o dai genitori. Già dagli anni Ottanta, quando il problema dell’inflazione si faceva serio, non è più utilizzata perché in pratica non si comprava nulla. Per questo motivo è finita un po’ nel dimenticatoio, ricordata dai nostalgici della lira e dai collezionisti.

5 lire con il delfino: cos’ha di particolare

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Prodotta in Italma, la 5 lire con delfino è grande 20.3 millimetri di diametro e pesa solo 1 grammo. È stata coniata dal 1951 al 2001, ultimo anno della lira. Pochi anni dopo la sua prima coniazione, dal 1957, non furono coniati esemplari, fino al 1965.

Il delfino è sul dritto, perciò così chiamato, sotto al 5 del valore nominale che è sul lato destro dove c’è anche la R, identificativo della Zecca di Stato di Roma.

Sul verso invece c’è un timone marino attorniano dalla scritta Repubblica Italiana. Uno degli elementi che rende spaciale e di valore una moneta è la rarità e in questo caso non c’è perché furono coniate centinaia di milioni. Quindi per avere un certo valore, bisogna considerare gli altri elementi: l’anno di coniazione (quindi quando è antica), lo stato di conservazione ed eventuali errori di conio.

La 5 Lire con il delfino più rara è datata 1956 perché vennero realizzate “soltanto” 400mila monete, un numero basso rispetto agli altri anni. Se in buone condizioni, può valere 50 euro e se in Fior di Conio, quindi praticamente nuova, può arrivare addirittura a 3500 euro.

Quella del 1969 ma con errore di conio, ossia il numero 1 del millesimo capovolto – ha un valore discreto: in FdC (Fior di Conio) viene venduta a 100 euro. Un’occasione per i collezionisti o per chi vuole poi rivenderla tra qualche anno.