Benzina e diesel, buone notizie per gli automobilisti

Benzina e diesel, cosa dicono i dati pubblicati da Osservaprezzi del Mise ed elaborati da Quotidiano Energia

Benzina e diesel
AnsaFoto

Il carburante è diventato un grosso problema per chi tutti i giorni è costretto a usare il mezzo privato per spostarsi. Dalla fine dello scorso anno il prezzo è in salita con punte a marzo – poche settimane dopo l’inizio della guerra in Ucraina – e il mese scorso quando ha superato la soglia dei 2 euro a litro.

Ora è ancora in discesa sulla rete carburanti, nonostante il balzo della quotazione internazionale del gasolio. Tamoil, ad esempio, ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi di benzina e gasolio.

I dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mise fotografano un calo del prezzo medio nazionale per la benzina in self che ora è a 2,021 euro/litro (2,030 il valore precedentemente registrato), con i diversi marchi compresi. Al diesel il self è 1,977 euro/litro (1,988 il dato ultimo), con le compagnie no logo tra 1,977 e 1,987 euro/litro.

Tariffe comunque alte con circa 2 euro al litro ormai stabile. Il governo è intervenuto con il taglio delle accise e la norma è stata anche prolungata. Fino all’8 agosto sarà praticato lo sconto di 30 centesimi al litro ma è probabile che ci sarà un’ulteriore proroga.

Benzina e diesel, c’è anche un bonus

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

La situazione resta difficile perché si inserisce in un quadro inflazionistico generale. Il potere d’acquisto si sta riducendo sempre di più soprattutto per chi ha lo stipendio fisso.

Le materie energetiche trainano la salita dei prezzi. Costando di più la produzione ovviamente ogni passaggio che porta poi al prodotto finiti ha un aggravio, tra cui il trasporto. Una situazione difficile dalla quale milioni di famiglie stanno avendo tantissime difficoltà.

Tra i vari aiuti l’esecutivo ha messo a punto anche il bonus benzina. Sono massimo 200 euro previsti per i dipendenti di aziende private. A rilasciarli sono le aziende che hanno la facoltà di scegliere liberamente se farlo o meno. Non c’è infatti nessuno obbligo. Successivamente c’è poi il rimborso dello stato. Nella pratica vengono dati sottoforma di voucher che i dipendenti possono sfruttare entro il 31 dicembre 2022