Vasco Rossi vittima di una truffa: che brutta storia per la rockstar

Brutta avventura per Vasco Rossi il Komandante è stato vittima di una clamorosa truffa. I dettagli di quanto accaduto

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Truffa per Vasco Rossi (Foto Canva)

“Ci si fotte allegramente, Come se fosse niente” cantava nel lontano 2007 nel brano Basta Poco il Re del Rock italiano, il Komandante Vasco Rossi. E lo cantava, all’interno di un brano che passerà alla storia come il primo diffuso in Italia esclusivamente via internet. Accadeva tramite il gestore di cellulari TRE e per la cronaca determinò un record che ha resistito per molti anni. Cinquantamila download in meno di 36 ore.

Ma Vasco Rossi mai avrebbe immaginato che, pochi anni dopo, il testo di quel brano, unito alla moltiplicazione di possibilità di truffa derivanti dall’avvento di internet, lo avrebbe riguardato da vicino, da vicinissimo anzi direttamente in prima persona.

Si perché a causa di un subdolo raggiro attivato nei suoi confronti da un funzionario di banca infedele, tramite l’uso di internet, il popolare rocker di Zocca ha visto sparire dalla propria disponibilità oltre due milioni di euro. Un danno enorme. Ecco cosa è successo nel dettaglio.

Truffa per Vasco Rossi

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I fatti li rivela l’edizione online de La Repubblica e sono fatti che risalgono a 13 anni fa, al  2009, quando Vasco Rossi, fidandosi delle indicazioni di un funzionario della filiale di Zocca della Banca  Popolare di San Geminiano e San Prospero acquista diamanti per un controvalore di un milione di euro.

Ma non solo, convinto della bontà dell’investimento un anno dopo acquista altre due tranche di diamanti una dal valore di un milione ed un’altra dal valore di cinquecentomila euro.

Vasco Rossi pensa di aver messo i suoi risparmi al sicuro ed al tempo stesso di averli impiegati in un investimento che può fruttare molto. Ed i report periodici della Intermarket Diamond Business Spa quello indicano.

Nel 2016 il valore complessivo dell’investimento è salito del 44% arrivando alla punta massima di 3.600.000 di euro. Poi il vuoto. Report interrotti, funzionario di banca sparito e soprattutto Claudio Giacobazzi, amministratore delegato della Intermarket Diamond Business Spa trovato morto in una camera di albergo in una fredda mattina di maggio del 2018.

Il Blasco decide così di contattare i propri avvocati e nel 2019 presenta un esposto ai Carabinieri per truffa. Le indagini, durate tre anni, producono effetti. La IDB di fatto non esiste, i funzionari di banca coinvolti sono spariti ed il valore reale dei diamanti è di 380.000, poco più del 15% del valore dell’investimento. Danno e beffa al tempo stesso.