Cosa rischio se non dichiaro i soldi del mio conto corrente

Omettendo la reale condizione economica, il contribuente rischia dure conseguenze previdenziali, oltre a restituire il denaro. I dettagli

Cosa rischio se non dichiaro i soldi del mio conto corrente
Conto corrente (Fonte Adobe)

Di base, ciascun titolare di conto corrente fa di tutto per preservare la propria giacenza da uscite che non siano le proprie, consapevoli e pertanto autorizzate. Altrettanto, il profilo medio del correntista si adopera nell’interesse del suoi stessi risparmi, cercando di investirne una parte per accrescerne il valore e le opportunità di rendimento in vista dell’immancabile futuro.

Pertanto, spesso si sente parlare o si trovano in rete suggerimenti e stratagemmi per aggirare i requisiti minimi che danno accesso all’applicazione di imposte e tassazioni sulle giacenze, che sul lungo termine si rivelano onerose spese al pari di taluni costi di gestione. Se per questi ultimi è sufficiente valutare altre proposte di conto corrente presso istituti di credito differenti, per i primi occorre un’attenta gerenza, entro – ovviamente – i limiti consentiti dalla legge.

Mancata dichiarazione, ecco le sanzioni per i redditi esteri

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

La giacenza di un conto corrente è altresì determinante per altri scopi: in primo luogo, in qualità di contribuente. È noto che per avere accesso a differenti bonus e incentivi secondo una misura congrua al tenore di vita, è necessario dichiarare il proprio reddito, e da un punto di vista delle mere entrate, e sotto il profilo patrimoniale (presenza di immobili di proprietà, eventuali rendite da essi derivanti).

L’Erario chiede al contribuente di conoscere la situazione economica del suo nucleo familiare, oppure in prima persona, a seconda della misura alla quale concorre il soggetto. La risposta avviene tramite la comunicazione ISEE, ovvero la documentazione uniformata per tutti i diversi uffici della Pubblica Amministrazione, circa i beni del cittadino interpellato.  Le conseguenze per informazioni mendaci od omissioni sono regolamentate dalla normativa.

Un’attenzione particolare è rivolta a coloro che possiedono conti correnti all’estero. La residenza italiana del correntista fa scattare il monitoraggio fiscale, esteso ad azioni, obbligazioni o ad altre attività finanziarie. Inoltre, il titolare del denaro estero è chiamato a dichiarare la detenzione di tali redditi con la compilazione del quadro Rw del modello redditi quando la giacenza supera i 15mila euro.

Chi viene meno a tale obbligo, subirà una sanzione variabile dal 3 fino al 30 per cento delle somme non dichiarate. Altrimenti, può ricorrere alla presentazione tardiva della dichiarazione entro tre mesi, pagando una multa di 250 euro. Al contrario, l’omessa dichiarazione comporta una sanzione pari a 250 euro più una maggiorazione dal 120 al 240 per cento di un terzo delle imposte dovute. Per l’errata compilazione la sanzione è fissa di 258 euro da pagare entro 90 giorni. Oltre le tempistiche di scadenza, le sanzioni aumento del 3 fino al 15 per certo; e raddoppiano nel caso le somme siano giacenti in Paesi Black List.