“Mi chiamo Jesus”, l’incredibile modo per non pagare tasse

“Sono Jesus”, nome per non pagare le tasse? Un modo per aggirare i controlli del fisco ma ora è battaglia legale

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Jesus, un nome “importante”, non solo per il significato ma anche perché grazie ad esso sarebbe riuscito a sfuggire al Fisco per molti anni. O meglio, grazie a uno stratagemma inventato sfruttando il nome di battesimo.

Pierre Castel, fondatore di uno dei più grandi gruppi francesi nel settore del vino, ha trovato il modo per non pagare le tasse in Svizzera dove si era trasferito definitivamente nel 1981.

Lo Stato chiede il pagamento di centinaia di milioni di tasse arretrate più le sanzioni ma ha presentato ricorso. Oggi ha 95 anni, ma Pierre e Jesus sono la stessa persona? Sì, perché se quello che sembra un nome blasfemo è anagrafico, l’altro è come si è sempre fatto chiamare fin da quando già in giovane età era andato per lavoro nel paese elvetico ed evitare di essere emarginato in quanto figlio di immigrati spagnoli.

Jesus, il nome per non pagare le tasse? Cosa dice l’avvocato

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Ha presentato ricorso contro il pagamento di centinaia di milioni di euro in tasse arretrate e sanzioni. Secondo il blog investigativo svizzero Gotham City, Castel si è presentato alle autorità fiscali svizzere con il suo nome di battesimo, riuscendo a eludere le tasse.

Il Gruppo Castel controlla la catena di negozi di vino Nicolas presente in tutto il mondo con i suoi punti vendita ed è l’undicesima persona più ricca della Svizzera secondo la rivista Bilan. Per quello economico francese Challenges, invece, Castel è il decimo più ricco di Francia: il suo patrimonio ammonta a 13,5 miliardi di euro.

Uno volta scoperto lo stratagemma, un tribunale svizzero ha chiesto il pagamento delle tasse che in totale, sanzioni incluse, ammonta a 420 milioni di euro. Secondo Gregory Clerc, l’avvocato di Castel, le cose non stanno proprio così. All’agenzia Afp ha dichiarato che il suo cliente ha presentato ricorso perché in “tutte le formalità amministrative aveva sempre indicando il suo nome completo”, fin da quando era giunto in Svizzera e mai aveva usato pseudonimi per aggirare il fisco.