Senzatetto e artisti di strada: “Puoi pagare col POS”

Nell’era del digitale capitano anche cose inaspettate: ad esempio senzatetto e artisti di strada che chiedono contributi tramite Pos.

Londra senzatetto artisti strada chiedono pagamenti Pos
(Adobe)

Succede a Londra e ha dell’incredibile: gli artisti di strada e i senzatetto hanno cominciato a chiedere contributi tramite Pos. Forse anche a fronte del fatto che i pagamenti con carta sono diventati così diffusi che non è raro incontrare persone che non portano contanti con sé. In una città dinamica come Londra, dunque, era solo questione di tempo prima che anche gli artisti di strada si evolvessero verso il digitale.

Niente più scuse come “scusa, non ho monete“, visto che ora si potrà contribuire anche tramite pagamento col Pos. Ma non solo, perché i contribuiti potranno avvenire anche in modalità contactless, quindi velocemente e senza sforzo. I musicisti della metropolitana di Londra, da sempre simbolo della città, beneficeranno di contributi direttamente sul loro conto corrente. Unico contro: non vedremo più custodie di chitarre piene di monetine e di qualche sporadica banconota.

I pagamenti contactless con carta sono sempre più diffusi

I dati rispetto ai movimenti con carta, e soprattutto contactless, d’altronde, parlano chiaro.  Tra il 2020 e il 2021 si è registrato un aumento del 29% e nel 2022 il trend non ha fatto che migliorare. Ciò anche in seguito al periodo di pandemia, in cui il contatto coi soldi (possibili ricettacoli di germi e batteri) ha generato paura. Proprio da allora, infatti, i  pagamenti digitali hanno subito aumenti vertiginosi: tanto che si è cominciato a parlare della cosiddetta cashless society. Vale a dire una società senza contanti.

Ad oggi milioni di carte di credito o di debito sono dotate di funzionalità contactless, mentre il 90% dei Pos è abilitato per questa tipologia di transazione. Ciò fa sì che più del 70% dei pagamenti avvenga tramite modalità senza contatto: anche quando si parla dei musicisti di strada londinesi!

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In questo senso il dibattito riguardante i pagamenti in contanti e quelli con carta è sempre più acceso: da una parte chi sostiene che con i movimenti tracciabili si possa contribuire a combattere l’evasione fiscale. Dall’altra chi è fautore di un ritorno all’uso più massiccio di contanti, come ad esempio il nuovo gruppo di governo.

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