Mutuo a rata costante, così puoi salvare i tuoi risparmi

Mutuo a rata fissa: oggi è la scelta migliore rispetto alla variabile ma fino a due anni fa la tendenza era diversa: come scegliere

Mutuo
Pixabay – Bonificobancario.it

Se al momento dell’accensione del mutuo scegliere tra tasso variabile o fisso era una decisione importantissima, nel 2023 è ancora più delicata. Ciò per via della politica al rialzo dei tassi di interesse attuata già da luglio scorso dalla Bce.

È importante però ricordare che la rata del mutuo tiene in considerazione anche altre variabili non legate solo alla tipologia degli interessi. Inoltre bisogna anche mettere in conto poi la propensione personale. C’è chi preferisce pagare sempre la stessa rata anche magari quando non conviene e chi vuole “rischia” con il variabile.

Mutuo, oggi conviene il tasso fisso

Spesso si pensa che la ricerca del tasso migliore sia limitata al momento dell’acquisto di una casa tramite mutuo. Non è così perché esiste anche la surroga per cambiare le condizioni del vecchio finanziamento.

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Fino a poco fa il vantaggio era tutto nel tasso variabile ma adesso, con gli interessi alle stelle, la situazione è cambiata molto. Negli ultimi mesi alcuni, tra una rata e un’altra, si sono trovati anche a pagare una differenza di 40-50 euro.

Secondo le ultime stime, l’Irs a vent’anni (chiamato anche Eurirs) – il riferimento per i mutui a tasso fisso – è passato al 2,40%, mentre la scadenza trentennale è al 2,10% circa. È grande la differenza con l’Euribor, il riferimento per i mutui a tasso variabile, che dal -0,50% circa del 2021 è passato al 2,16% per il tasso a tre mesi e al 3,31% per quello a 12 mesi. Una differenza ridotta rispetto al 2021 quando il vantaggio era tutto a favore del variabile.

Il finanziamento non è solo il tasso

Valutare però quali sono i diversi fattori che ci fanno rispondere alla domanda su qual è il miglio tasso. Innanzitutto la capacità di reddito del richiedente. Se parliamo di un dirigente, in questo caso il suo stipendio può essere incrementato nel corso degli anni. Discorso diverso per un pubblico impiegato che può avere l’anzianità prevista dal contratto ma l’aumento può essere minimo.

Altri fattori sono la durata del mutuo e l’importo richiesto in rapporto al valore dell’immobile da acquistare. Chi sceglie il variabile dovrebbe rimanere sempre aggiornato sull’andamento degli indici di riferimento per individuare il momento giusto per modificare le condizioni. Una rata costante nel tempo, invece, può far stare più sereni, con il rischio però che per alcuni periodi può non convenire.

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In pratica la verità assoluta sul quale sia la migliore scelta se fisso o variabile non c’è. Però è possibile conoscere le differenze tra i due tipi di tassi per capire quale è più aderente al nostro orientamento. Chi deve compiere questa scelta così importante non deve fermarsi alla prima consulenza ma provarne diverse.

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