Sono tre, e se te le ritrovi in casa puoi diventare ricco!

Tre monete rare che chiunque potrebbe ritrovare in un vecchio cassetto. Le vecchie lire e il loro grande valore acquisito negli anni.

Valutazione monete rare
Valutazione monete rare (foto da Pixabay)

In internet è pieno di esperti e appassionati di numismatica che sono alla continua ricerca di pezzi rari. Per questi sono disposti a pagare anche grosse cifre ma sempre in base ad alcuni criteri. Monete più o meno rare sono continuamente ricercate, a volte anche per anni, e una volta che si trovano è un’occasione che spinge alla contrattazione.

Parlando di lire ce ne sono alcune in particolare che possono essere comprate per cifre alle quali spesso è difficile credere. Perché questo avvenga si tratta solitamente di monete che appartengono a un preciso anno di produzione e che presentano delle particolarità, come ad esempio tre monete in particolare.

Ѐ importante far caso anche allo stato di conservazione della moneta che può principalmente rientrare in tre criteri fondamentali. Si parla di pezzi in fior di conio FDC, ottima conservazione, o quelli riferiti alla sigla splendida in SPL, o ancora di valore bellissimo BB. Questi sono spesso annoverati tra quelli che potrebbero sorprendere con alte valutazioni.

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Altro aspetto che regala alla moneta un prezzo incredibile è ovviamente il suo grado di unicità. Le più preziose vengono classificate con un indice R5, che le annovera fra quelle reputate quasi introvabili. Si sale poi a indici R4, R3, R2 e infine R che offrono valori sempre più bassi.

Tra le monete più ricercate delle vecchie lire

Le 500 lire rare
Le 500 lire rare (foto dal Web)

Parlando di tre monete in particolare, cominciamo con quella forse più conosciuta sia per la sua rarità che per il suo grande valore. Si tratta delle 500 lire in argento rappresentanti le tre caravelle. Nella prima rappresentazione la bandiera a coda di rondine è rivolta nel verso opposto all’andamento sul mare. Per questo motivo, che non viene considerato un errore, successivamente la Zecca dello Stato, modificò il verso della bandiera regalando così ai collezionisti dei pezzi rari che oggi sono arrivati a valere circa 13 mila euro.

Altra moneta è la 10 lire Pegaso, prodotta dalla Zecca nel 1947. Anche in questo caso la sua rarità è dovuta a un particolare presente solo in un’edizione. Sia la rappresentazione degli zoccoli del cavallo alato che la stessa dicitura dell’anno mostrano un’illustrazione ridotta rispetto agli altri esemplari. Un particolare che alle vendite all’asta offre un grande pregio, fino a far arrivare il valore della moneta a 4.500 euro.

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Infine le 100 lire Minerva. Questa moneta viene considerata rara non per un dettaglio nella raffigurazione ma per l’anno in cui è stata prodotta. Parliamo dell’anno 1954, quando la Zecca dello Stato coniò quella che divenne una delle monete più diffuse in Italia. Nonostante ciò la moneta di quell’anno era la prova, e questa parola vi deve essere impressa sopra, che segnò l’inizio della sua circolazione. Il valore di una delle monete “prova” conservata in maniera perfetta può arrivare a valere 3.000 euro.