Moneta da 20 centesimi, attenzione a questa versione: vale una cifra impensabile!

Man mano che andiamo avanti, la numismatica diventa passione di un numero sempre più alto di persone: ora siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di un esemplare di moneta da 20 centesimi che vale una vera e propria fortuna. Questa è la cifra che i collezionisti sono disposti a pagare per averla…

venti centesimi rari
(Pixabay)

L’esemplare di 20 centesimi di euro che ha catturato la nostra attenzione è quello conosciuto come “Libertà Librata“.
E’ una delle monete più ricercate dai numismatici e dai collezionisti. Il valore di mercato che ha assunto è una cifra davvero impensabile…

E’ passata tra le mani di moltissime generazioni (inconsapevoli): è in nichelio ed è stata coniata tra il 1908 e il 1935.
La versione più rara stata realizzata in stile Liberty da Leonardo Bistolfi, un modellista, e fin da subito ha riscosso un enorme successo.
Sulla parte anteriore è raffigurato un volto femminile rivolto verso sinistra. La donna tiene tra le mani una spiga di grano, un’allegoria della “mater frugum“. Nello spazio compreso tra questa spiga e il bordo della moneta appare la scritta “ITALIA”.

Anche sul retro della moneta troviamo una figura femminile ma questa volta il riferimento è alla Libertà: infatti, tiene nella mano sinistra una fiaccola.
Sempre su questo lato è presente il valore nominale “C.20” insieme all’anno di coniazione e il segno della Zecca “R”.
La gamba destra della donna è posizionata sopra uno scudo sabaudo sormontato dalla corona reale ed altri fregi.
I bordi invece riportano i nomi dell’autore e dell’incisore: “L. GIORGI INC”.

Vediamo più da vicino questo raro esemplare.

Moneta da 20 centesimi: la versione “Libertà Librata” è la più ricercata in assoluto. Quanto guadagna chi la possiede?

moneta venti centesimi rara
(Screenshot Regno D’Italia)

Sono stati coniati ben 223.495.000 pezzi nel periodo di tempo compreso tra il 1908 e il 1935.
Solamente quelli emessi tra il 1926 e il 1935 potrebbero avere un valore di mercato considerevole. Questo dipende dalle emissioni riservate ai collezionisti del tempo: alcuni esemplari sono nati proprio per essere delle rarità.

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Ad esempio, appartenenti all’anno 1926 ci sono solo 500 pezzi; mentre nel 1927 furono coniati solamente 100 pezzi. Dal ’28 in poi, il numero di monete prodotte scende fino a 50.

Questa produzione molto esigua ha fatto in modo che il loro valore crescesse e sono stati venduti degli esemplari durante le ultime aste a prezzi davvero esorbitanti.
Le monete di Fior di Conio, appartenenti all’anno 1926, possono valere fino a 350 euro. Quelle del 1927 fino ad 800 euro mentre per le emissioni coniate tra 1928 e il 1935 il valore di mercato può aggirarsi tra i 1500 euro e i 2000 euro.

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Decisamente una vera fortuna per una moneta così piccola e oggigiorno scarsamente utilizzata!