Cattivo pagatore: cosa si rischia se si fa un nuovo prestito

La crisi economica in atto ha acuito il fenomeno del cosiddetto sovraindebitamento alimentando la presenza di una figura complessa da gestire, il cattivo pagatore. Ecco di cosa si tratta e quali conseguenze si rischiano

Cattivo pagatore INTERNA
Euro (Foto Twitter)

Il sistema economico mondiale è in preda ad una gravissima crisi economica. Una crisi economica che, rispetto alle classiche crisi cicliche del sistema capitalistico, non solo non era prevista ma soprattutto è molto complicata da snodare.

La crisi, ricordiamo, nasce come conseguenza della pandemia da coronavirus covid-19 ha colpito indistintamente, anche se con forza diversa, tutta l’Area Euro e si è rinfocolata con lo scoppio della guerra tra Russia ed Ucraina.

La crisi economica ad oggi, solo in Italia, ha lasciato sul tappeto l’11% del PIL, il Prodotto Interno Lordo e le prospettive tra aumento del prezzo e minori disponibilità di materie prime oltre al galoppo dell’inflazione, giunta al 6,8% non sono rosee

Tutto questo, inevitabilmente, ha avuto conseguenza drammatiche sull’economia reale tra aziende fallite, partita IVA chiuse, posti di lavori perduti ed aumento esponenziale del sovraindebitamento.

Il sovraindebitamento, ricordiamo, è un istituto giuridico presente nella normativa italiana grazie alla legge 3 del 27 gennaio 2012 ed indica lo squilibrio strutturale tra il patrimonio di una famiglia, o di un singolo cittadino, e la quantità di valore che può essere aggredita per soddisfare un credito contratto.

Cattivo pagatore, tutto quello che c’è da sapere

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Figura chiave del meccanismo del sovraindebitamento è il cattivo pagatore. Cattivo pagatore, tanto per l’ordinamento quanto per l’economia, è colui che non rispetta i termini di pagamento, in genere, la rate per la restituzione di un prestito sottoscritto in precedenza.

Diventare cattivo pagatore, di fatto, preclude le porte ad ottenere un qualsiasi successivo accesso al credito. Il motivo è legato al fatto che a seguito di una incapacità di pagare le rate si viene segnalati alla centrali creditizie, quelle che analizzano la reputazione finanziaria di un consumatore. La più famosa della quali è la Crif.

Avere una cattiva reputazione a livello finanziario come detto non solo di fatto inibisce l’accesso al credito, di fatto l’unico modo per ottenere un prestito è quello di firmare cambiali ma al tempo stesso fa incorrere in sanzioni economiche pesanti.

Le più complicate riguardano il pignoramento dello stipendio che può arrivare da tre direzioni. Da un privato (banca o finanziaria) e può coprire fino ad un quinto dello stipendio netto, dall’Agenzia per le Entrate che può pignoare da 1/5 ad 1/10 dello stipendio a seconda dell’entità dello stesso e da una sentenza di erogazione di alimenti.